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Perché “Gens Claudia”

Perché l’Associazione “Gens Claudia” si è data questo nome?
Molti se lo chiedono. Ecco la risposta.
Già prima della nascita di Cristo, nell’epoca augustea, l’agro veronese aveva ricevuto una sua sistemazione territoriale che ne faceva uno dei più estesi dell’Italia settentrionale.
Il Lago era soleato dai generali romani nelle loro campagne di conquista  e anche quando, successivamente Roma aprì le strade consolari, Postumia, Gallica, Claudia Augusta che si incrociavano a Verona, queste rotte lacustri non persero d’importanza.
Nel primo e nel secondo secolo d.C. la configurazione territoriale augustea fu sostanzialmente mantenuta e la romanizzazione del territorio era pressoché completa.
Al suo interno però esistevano delle isole etniche o collegate organicamente da valori unitari dette al singolare “ Pagus” che oggi si potrebbe tradurre con  “distretto”, con accezione più gallica o di Germania che romana ove, pagus, significava più villaggio o borgo.
Lazise, ad esempio era già allora un “vicus”, villaggio.
Tra la Gardesana e la Valpolicella, probabilmente fra le attuali Lazise, Pastrengo, Sandrà e Pacengo si estendeva il piccolo pagus dei Claudienses la cui principale
attività era sicuramente la coltivazione della terra.
L’esistenza di questo pagus, tardiva scoperta degli studiosi, venne comprovata dal ritrovamento avvenuto a Colà, nel secolo scorso, di un cippo onorario che i CLAUDIENSES incisero per Gaio Rabuzio Campano e che fu dai Balladoro trasportato in una loro villa a Novaglie presso Montorio e del quale non si ha attualmente notizia.
Oltre ad aver fatto conoscere questa popolazione del mondo romano, a lungo ignorata dalla storia, questo ritrovamento indusse gli studiosi a stabilire concordemente che Colà doveva avere la funzione di capoluogo del pago dei Claudiensi.
Da qui dunque, per giusto motivo di orgoglio per una origine così lontana nel seno di una grande civiltà e per una documentata identità, GENS CLAUDIA! (con una traslazione lessicale un po’ audace).
Onerificenza
Tesseramento